Libero logo
OPINIONE

Trump parla per l'America, per la Ue chi c'è?

di Mario Sechimercoledì 21 gennaio 2026
Trump parla per l'America, per la Ue chi c'è?

2' di lettura

Trump parla agli americani, i leader dell’Europa parlano agli europei? Se non ci poniamo questa domanda, non possiamo dare alcuna risposta alle sfide che ci propone la contemporaneità, con una velocità e intensità senza precedenti.

Ieri Trump, a un anno esatto dalla sua elezione, si è presentato a sorpresa nella sala stampa della Casa Bianca e ha elencato il lavoro della sua amministrazione. Lo ha fatto alla Trump, in maniera ruvida e spesso sgradevole, ma i maître à penser incipriati che storcono il naso non si interrogano sul messaggio e su chi lo riceve, sul contesto e sullo spirito del tempo. L’Europa è sonnambula, pretende che gli Stati Uniti siano quello che oggi non possono essere.

Il presidente francese evoca l’imperialismo e il colonialismo, proprio lui, Emmanuel Macron, il capo di una nazione che ha una storia coloniale terribile. L’Europa per fortuna non è sotto la guida di Parigi e di Berlino, dove i guai abbondano, quanto all’Italia, è stata solo la presenza del governo Meloni a evitare la nostra uscita dall’Occidente, con un’opposizione visceralmente anti-americana che lascerebbe volentieri l’Ucraina alla Russia di Putin e nello stesso tempo chiede a Bruxelles lo scontro totale con gli Stati Uniti per la sovranità della Groenlandia (che non è stata invasa da nessuno).

Il no di Trump alla partecipazione al G7 a Parigi segnala la profonda crisi dei forum di cooperazione multilaterale che è iniziata ben prima dell’arrivo di Trump alla Casa Bianca. Il mondo di Jalta è tramontato, la storia non è finita, si è aperto il sipario su una nuova Guerra Fredda. Trump ieri alla Casa Bianca ha parlato agli americani, oggi a Davos si rivolgerà al mondo. Chi parla per l’Europa?