A Christine Lagarde tutto è misteriosamente concesso, compreso percepire un doppio (lauto) stipendio quando ai dipendenti appena sotto di lei, cioè funzionari della Banca Centrale Europea con responsabilità più o meno pari alle sue, non è affatto consentito. Lo ha candidamente ammesso lei medesima in una risposta scritta a due eurodeputati in cui specifica appunto di aver ricevuto nel 2024 dalla Banca dei Regolamenti internazionali (Bri), che viene un po’ considerata la banca centrale delle banche centrali, la cifra di 142mila euro circa, al quale ovviamente va aggiunto il suo onorario quale presidente della Bce che si aggira attorno i 470mila euro annui. Cifre di tutto rispetto, ma d’altronde ai vertici di contante istituzioni non potrebbe, dicono, essere meno. Dalla Bce oltretutto fanno sapere che Lagarde non è tenuta a rispettare i regolamenti interni che impongono ai dipendenti di versare alla stessa banca qualsiasi indennità esterna ricevuta, in quanto Lagarde non è un semplice dipendente della Bce come gli altri. Ce n’eravamo già accorti, ad esempio quando, fresca di mandato ai vertici della massima istituzione bancaria europea e in pieno marasma Covid, se ne uscì dicendo che il compito della Bce «non è ridurre gli spread» facendo sprofondare le Borse a livelli visti solo durante la Grande Depressione. Una frase che in qualsiasi altra istituzione seria avrebbe provocato le dimissioni di chi l’ha proferita, ma Lagarde se la cavò con un rapido dietrofront, così come se la caverà anche stavolta con un buffetto sulla guancia, alla faccia dei suoi dipendenti e di altri membri della Bri, come il presidente della Federal Reserve e il governatore della Bank of England, che non reclamano la loro indennità.
Il Financial Times inchioda la Lagarde: scandalo sul suo stipendio
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, riceverebbe uno stipendio molto più alto di quanto...Questa d’altronde è una delle migliori doti di Christine, quella di farla franca quando tutto sembra giocare a sfavore. Come quando nel 2016 fu condannata da un tribunale francese per il caso Tapie, accusata di aver favorito da ministra dell’Economia l’enorme indennizzo che il pluricondannato reclamava al Crédit Lyonnais per la cessione del marchio Adidas. L’indennizzo, 400 milioni di euro, fu effettivamente concesso da un arbitrato privato agevolato nel 2007 dal ministero, ma poi revocato da una successiva sentenza. Lagarde fu processata non solo per aver dato il via all’arbitrato ma anche per non aver presentato ricorso contro la successiva decisione arbitrale. Nel 2016 fu quindi condannata per «negligenza», ma il tribunale la esentò dalla punizione prevista - un anno di carcere, 15mila euro di multa e iscrizione nel casellario giudiziario- a causa del «ruolo rivestito» e della sua «reputazione internazionale». Dal luglio del 2011 sedeva infatti al vertice del Fondo Monetario Internazionale, succeduta al conterraneo e amico Dominique Strauss-Kahn, costretto a lasciare per le accuse di stupro architettate a suo danno al Sofitel Hotel di New York.
Davos, Lutnick attacca e Lagarde se ne va: scontro a cena, rottura totale Usa-Ue
Una clamorosa rottura a Davos, nel cuore del Forum economico mondiale scandito dalle tensioni derivanti dalle bordate di...«Abbasserò il livello di testosterone» disse con una famosa battuta poco prima di essere eletta, ma della sua lunga presidenza durata dal 2011 al 2019 si ricorda più che altro il trattamento che riservò alla Grecia, il famoso salvataggio della Troika della quale oltre al Fmi facevano parte la Bce e l’Unione Europea. La cura anti-crisi fu così palesemente sbagliata e punitiva (Wikileaks svelò varie conversazioni in proposito) che la stessa Lagarde nel 2016 fu clamorosamente costretta ad ammettere che «si era fatto un errore evidente nel calcolo dei moltiplicatori». Cioè la numero uno del Fmi riconobbe in termini tecnici di aver sottostimato l'effetto recessivo delle misure imposte alla Grecia. Nonostante questo, la negletta certificata dalla Corte di Giustizia della Repubblica francese e per sua stessa ammissione, è arrivata al vertice della Banca Centrale Europea, sospinta dal mentore di turno, Macron, alla maestà del quale si è messa a disposizione così come fece con Sarkozy ai tempi della sua ascesa. Durante una perquisizione nei suoi uffici per il caso Tapie gli inquirenti trovarono una lettera per punti di Christine a Nicolas dal contenuto imbarazzante: «1) Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia» scriveva Lagarde, «2) Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono. 3) Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un'ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole. 4) Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting. 5) Semi usi, ho bisogno dite come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile. Con la mia immensa ammirazione, Christine L.».




