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Pmi: accordo Confindustria Lombardia e Intesa Sp per favorire investimenti (3)

15 Marzo 2019

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(AdnKronos) - L’appartenenza a una filiera, guidata da un’impresa champion o capofiliera, favorisce tutte le piccole e medie imprese che ne contribuiscono al successo fino al più piccolo fornitore, che spesso è una ditta individuale o artigiana, cui viene esteso il rating della capofiliera nella valutazione creditizia con condizioni migliori per l’accesso ai finanziamenti. Intesa Sanpaolo, a questo proposito, ha messo a punto un modello di rating aziendale, validato da Bce, che valorizza gli aspetti intangibili, il posizionamento competitivo e le prospettive di sviluppo delle pmi.

Primo elemento qualitativo nel nuovo modello di rating è l’appartenenza ad ecosistemi di eccellenza che la banca ha individuato attraverso la ideazione e realizzazione del programma sviluppo filiere che, dal 2015, ha consentito di sottoscrivere 622 contratti con aziende capofiliera per un giro d’affari di oltre 70 miliardi di euro. Tra questi, sono 167 le filiere sottoscritte in Lombardia con un giro d’affari di 22 miliardi di euro. Nei primi mesi del 2019 sono state attivate sei nuove filiere in Lombardia, in prevalenza del settore metalmeccanico ed elettronico, con un fatturato complessivo di circa 160 milioni di euro e circa sessanta fornitori strategici.

Altre dieci nuove filiere lombarde sono in via di perfezionamento. Fra le capofiliera del territorio bresciano la Img di Capriano del Colle (Brescia), azienda dinamica e leader nel settore delle presse per stampaggio ad iniezione della gomma e materie plastiche e il caseificio sociale Gardalatte di Lonato (Brescia), cooperativa agricola nata circa cinquant’anni fa, che trasforma ogni anno 800mila quintali di latte in Grana Padano e oltre 100mila in Provolone.

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