(Adnkronos) - Inoltre - contestava il governo - l'istituzione di contratti di formazione "aggiuntivi" avrebbe creato una disparità di trattamento tra gli specializzandi a contratto della Regione Veneto e quelli assoggettati al contratto nazionale. Le valutazioni dei giudici della Consulta (presieduta da Gaetano Silvestri) sono state invece di opposto avviso e hanno considerato "generiche" e "infondate" le censure del governo. "E' la stessa normativa statale - spiega la sentenza della Consulta - a lasciare aperto uno spazio di intervento per il legislatore regionale in materia di contratti di formazione specialistica dei medici", visto che il decreto ministeriale che fissa il numero di posti da assegnare a ogni scuola di specializzazione prevede anche che le singole Regioni possano attivare e finanziare borse di studio aggiuntive. Né l'eventuale clausola che riserva alla Giunta veneta la possibilità di aggiungere ai contratti di formazione regionale specifiche condizioni (come la richiesta che i neo-specializzati rimangano per un certo periodo a lavorare nelle strutture sanitarie della regione) modifica - secondo la Corte Costituzionale - lo schema tipo del contratto disciplinato dallo Stato. "Fermo restando - avverte la Corte - che la Regione, nel predisporre le clausole da apporre ai contratti aggiuntivi da essa finanziati, dovrà farlo in maniera compatibile con quanto disposto nello schema tipo del contratto nazionale".




