Due Ferrari, due appartamenti in Corso Rinascimento, uno in via del Governo Vecchio e un altro in via Gregorio VII. È solo una parte, minima, del patrimonio immobiliare di Sergio Scarpellini che è finito ieri sotto sequestro per ordine del Gip di Roma Donatella Pavole. L'accusa, nei suoi confronti, è quella di aver omesso pagamenti dell'Iva relativi all'anno di imposta 2011 per un totale di 10 milioni 850mila euro con la sua società immobiliare Milano 90 srl. Scarpellini e la sua Milano '90 sono assurti agli onori delle cronache perchè proprietari di molti palazzi affittati a Camera e Senato per gli uffici dei parlamentari. E l’imprenditore è stato spesso definito “l’immobiliarista della casta”. Circa un anno fa, Scarpellini finì al centro delle polemiche per la vicenda dei cosiddetti “affitti d’oro”. "Depositeremo davanti al gip una richiesta di dissequestro dei beni, produrremo ampia documentazione attestante la solidità della società e l’assenza del pericolo che è posto a fondamento del sequestro », ha detto a Repubblica l’avvocato dell’imprenditore, Remo Pannain. "Produrremo inoltre la documentazione che attesta, tra l’altro, un credito vantato dalla “Milano 90” verso la pubblica amministrazione (il Comune, la Camera, il Tar eccetera) di ben 13 milioni e mezzo, e un ulteriore credito verso l’Inps di 2.340.174 euro".
