Roma, 9 giu. (Adnkronos) - "L'avevamo detto diversi mesi fa che era in atto un progetto per la 'soppressione' del Corpo di Polizia Penitenziaria e anche se nel frattempo dal governo Letta si è passati all'esecutivo Renzi, la situazione è sostanzialmente immutata visti i probabili contenuti della bozza di decreto legge sulle carceri in fase di approvazione da parte del Consiglio dei ministri, come apparso su alcuni quotidiani". Ad affermarlo, in una nota indirizzata anche ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, è Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria). Secondo l'Osapp, infatti, "l'intero provvedimento ingenera non pochi dubbi e perplessità sulla reale volontà del governo Renzi e del Guardasigilli Andrea Orlando di rendere funzionali e sicure le carceri italiane, a partire dalla possibile riduzione delle pene su iniziativa del magistrato di sorveglianza, alla eventualità che la stessa magistratura possa avvalersi di volontari esterni al carcere per l'accertamento di eventuali trattamenti inumani". "Ma -sottolinea Beneduci- le misure che aboliscono da un lato l'intero ruolo dei commissari e comandanti dei reparti della polizia penitenziaria (703 unità) e che impediscono alle donne e agli uomini del Corpo di essere distaccati per due anni in amministrazioni esterne al carcere (compresa la Dia), vanno concretamente nella direzione dello smantellamento della quarta forza di polizia italiana". "Con buona pace -sottolinea ancora Beneduci- del rinvio di un anno del giudizio sull'Italia da parte della Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo, i detenuti si sono attestati da mesi intorno alle 60mila presenze giornaliere con solo 40mila posti-letto disponibili". (segue)



