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Mafia: Ciancimino, rischio la vita e lo Stato deve proteggermi (2)

domenica 15 giugno 2014
Mafia: Ciancimino, rischio la vita e lo Stato deve proteggermi (2)

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(Adnkronos) - "Le verità devono essere accertate in fase dibattimentale. Non scordiamoci che io non accuso nessuno, racconto fatti", ha detto ancora Ciancimino a Sky Tg24 Hd. "Se il fatto che il generale Mori non abbia arrestato Provenzano non costituisce reato, a me non cambia niente, io ho solo raccontato un fatto. Se trattare non è reato mi sta benissimo. Io non ho raccontato un fatto con la volontà di perseguire qualche cosa. Forse -ha spiegato- avevo l'esigenza di raggiungere accordi: ho convinto mio padre proprio per fare catturare Riina e mettere Provenzano, per far finire in quel momento le stragi. Ovviamente De Gennaro neanche ricorda di sapere di aver mai sentito parlare di trattativa". In conclusione un accenno all'omicidio dell'ereditiera Helene Pastor. "Ho certezza -ha detto Ciacimino- del fatto che i grandi patrimoni mafiosi sono dietro a grandi nomi della finanza, a livello europeo. Bisognerebbe andare a bussare a quello che è stato l'ultimo omicidio in Costa Azzurra: la famiglia Pastor". "Prima -ha raccontato il testimone di giustizia e imputato nel processo sulla trattativa Stato-mafia- è stato ammazzato l'autista poi è stata ammazzata lei Helene Pastor. Cosa c'è dietro? Quali interessi? Chi realmente copriva questa famiglia che oggi detiene due terzi del Principato di Monaco? Sono fatti che danno da pensare -ha concluso Ciancimino- e ti fanno paura da raccontare".