Torino, 10 giu. (Adnkronos) - "In che razza di mondo viviamo, che arriva uno e ti spara così senza motivo?". E' una delle ultime frasi pronunciate da Alberto Musy subito dopo l'aggressione nel cortile di casa avvenuta il 21 marzo 2012. Parole che ha riferito oggi in aula, alla ripresa del processo contro Francesco Furchì, un vicino di casa che lo aveva soccorso. Nel corso dell'udienza altri vicini di casa hanno ricostruito i momenti di quella mattina. Un operaio che lavorava in un cantiere in piazza Arbarello ha raccontato di aver notato una ventina di minuti prima delle 8 un uomo con un soprabito nero e un casco nero che stava attraversando la strada "si era fermato per aspettare che passassero le auto. Non aveva pacchi con sé: aveva la mano destra appoggiata a un palo e la sinistra in tasca. Poteva essere alto circa un metro e sessantacinque". L'operaio ha ricordato che gli sembrò un abbigliamento strano visto anche la giornata calda "con il mio collega commentammo scherzando 'o va a fare una rapina o un omicidio', ma senza darci troppo peso".



