Venezia, 10 giu. - (Adnkronos) - "Renato Chisso e Giampietro Marchese per me sono amici e mi auguro che possano dimostrare di essere innocenti. E' il sistema delle grandi opere che va smantellato". Pietrangelo Pettenò, capogruppo della Sinistra veneta, citando Enrico Berlinguer morto trent'anni fa a Padova, ha invitato a "non ridurre il problema alla condotta etica di singoli che si arricchiscono intrecciando politica e affari" ma ad affrontare "il male oscuro" della "corruzione che attanaglia l'Italia". Agitando sul banco consiliare la maglietta dei manifestanti anti Mose che reca impressa la scritta "Stop al Mose e fuori i pescecani dalla laguna", Pettenò ha sollecitato un esame di coscienza collettivo: "Dove eravamo - ha ricordato - quando in quest'aula abbiamo dato il via libera al piano delle opere di disinquinamento della laguna di Venezia facendo passare in quell'investimento, gestito dal concessionario unico, anche il restauro del palazzo del Patriarcato di Venezia? Credo che la legge speciale per Venezia debba essere riscritta". Per il capogruppo della Sinistra veneta "il problema sta nel meccanismo del concessionario unico, un sistema - ha sottolineato - che ha portato i pescecani in laguna", attorno alle grandi opere, che "il più delle volte si sono rivelate utili solo a chi si è arricchito con i rispettivi cantieri. Basta a grandi opere inutili, realizzate violando tutte le regole del consenso democratico: chiedo che si istituisca un'Authority nazionale che valuti l'effettiva utilità dei grandi progetti, la loro congruità e i costi".



