Libero logo

Immigrati: abbandonati a Milano-Rogoredo, il racconto dei volontari Naga (2)

domenica 15 giugno 2014
Immigrati: abbandonati a Milano-Rogoredo, il racconto dei volontari Naga (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - "Ci hanno fatto salire su un autobus, abbiamo viaggiato tutta la notte poi ci hanno lasciato qui. Io non conoscono nessuno, sono solo, non so dove andare, vorrei solo lavarmi e dormire. Ci porteranno in un centro? Ci lasceranno qui? Non ci hanno detto nulla", dice Dagmawy. La sensazione di totale sospensione nel tempo senza la prospettiva neanche di mezz'ora è evidente: nessuno dei presenti sa dove si trova né cosa sta succedendo, racconta il Naga. Kwame chiede di poter usare il telefono per trovare, sul suo profilo Facebook, il numero di un amico che gli aveva detto di chiamarlo appena fosse arrivato. Kwame scorre messaggi gioisi che raccontano dei preparativi di una partenza, messaggi pieni di forza della volontà di avere un futuro diverso, di prendere in mano la propria vita e partire. Improvvisamente Kwame scoppia a piangere e ci mostra la foto sorridente che appare sul social network "Era un mio carissimo amico, l'abbiamo perso in mare nelle acque internazionali". La Questura di Milano "arriva verso le 16 per avviare le procedure di identificazione e per chiedere se qualcuno vuole presentare domanda di protezione internazionale". Alla luce di quanto è accaduto il Naga denuncia, tramite il presidente Luca Cusani, presente ieri a Rogoredo "l'evidente mancanza di un sistema minimo di accoglienza, denunciamo l'ipocrisia di un sistema che non volendo gestire il fenomeno migratorio cerca di lavarsene le mani e sposta le persone che arrivano nel nostro Paese con l'evidente obiettivo di non doversene occupare, sperando che, come per magia, che diventino invisibili. Facciamo appello alle Istituzioni -conclude- affinché garantiscano a chiunque arriva un'accoglienza dignitosa non solo per rispetto della legge, ma per doveri minimi di umanità e solidarietà".