Palermo, 11 giu. - (Adnkronos) - Sono 29.274 le infrazioni accertate nel 2013 in Sicilia, più di 80 al giorno, più di 3 l'ora. In massima parte hanno riguardato il settore agroalimentare: il 25% del totale, con 9.540 reati, più del doppio del 2012 quando erano 4.173. Il 22% delle infrazioni ha riguardato invece la fauna, il 15% i rifiuti e il 14% il ciclo del cemento. E' quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2014, il dossier di Legambiente che monitora e denuncia la situazione della criminalità ambientale, dedicato quest'anno alla memoria di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e del sostituto commissario di polizia Roberto Mancini, recentemente scomparso per la malattia contratta proprio a causa delle indagini sui traffici dei rifiuti condotte tra Campania e Lazio. Dal dossier emerge come il fatturato, sempre altissimo nonostante la crisi, ha sfiorato i 15 miliardi di euro grazie al coinvolgimento di numerosi clan (ben 321), che per i loro traffici hanno potuto contare spesso sull'aiuto di funzionari e dipendenti pubblici "consenzienti o decisamente disonesti", denuncia Legambiente, che hanno semplificato iter e processi autorizzativi in cambio di sostanziose mazzette. E se l'aggressione ai beni comuni continua senza sosta e senza troppi scossoni, cambia la geografia degli ecocrimini, sempre più insofferente ai confini territoriali e amministrativi (sia regionali che nazionali o internazionali), così come mutano le strategie criminali e i modus operandi. (segue)



