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Mafia: criminalita' ambientale, in Lazio al 5,7 illegalita' al giorno

domenica 15 giugno 2014
Mafia: criminalita' ambientale, in Lazio al 5,7 illegalita' al giorno

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Roma, 11 giu. -(Adnkronos) - Nel corso del 2013, nel Lazio sono state accertate 2.084 infrazioni, che rappresentano il 7,1% del totale nazionale, ossia 5,7 illegalità al giorno. La regione è tristemente, per il terzo anno consecutivo, al 5° posto nazionale per reati ambientali accertati, subito dopo le 'tradizionali regioni a presenza mafiosa'. A questo si aggiunge il dato provinciale che vede Roma salire dal 3° posto del 2012 al 2° in assoluto nel 2013, con 1.200 illeciti, dietro solo a quella di Napoli. L'andamento del trend dei dati relativi alla Regione Lazio, segue quello registrato sul piano nazionale, dove il numero dei reati accertati è in flessione del 14% rispetto allo scorso anno, merito soprattutto del crollo degli incendi boschivi. "L'enorme numero di reati ambientali nel Lazio sia il motivo fondamentale per non abbassare la guardia nei confronti dell'eco-criminalità, che come raccontano le più recenti indagini condotte dalla magistratura e dalle forze dell' ordine, si connota sempre più di diverse sfumature. C'è un forte bisogno di contrastare l'illegalità attraverso un rilancio di economie sane, educazione alla legalità e responsabilità condivise. I dati allarmanti - dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio - riguardano tristemente tutto il territorio e al numero impressionante di infrazioni a Roma e provincia si aggiunge la drammatica crescita esponenziale di illeciti nella provincia di Latina e Frosinone". "È fondamentale - aggiunge Scacchi - tenere altissima la guardia di fronte al ciclo del cemento, dei rifiuti, ma anche nelle nuove frontiere come le agromafie. Va nella giusta direzione l'istituzione da parte della Regione dell'Osservatorio sulla sicurezza e la Legalità, della Consulta Ambiente e Legalità, nonché, sui rifiuti, l'abolizione del 'vecchio' scenario di controllo e lo stanziamento di fondi sulla raccolta differenziata per l'avvio di una nuova gestione virtuosa del ciclo sul territorio laziale; queste e altre buone dinamiche devono ora accelerare per non cedere di un metro alle ecomafie"