Roma, 11 giu. - (Adnkronos) - La morte di Bernardino Budroni, ucciso da un colpo di pistola sparato da un poliziotto il 30 luglio del 2011 dopo un inseguimento, è stata ricordata oggi nel corso del processo all'agente Michele Paone. E' accusato di omicidio colposo aggravato dall'eccesso nell'uso legittimo delle armi. Il colpo mortale fu sparato al termine di un inseguimento avvenuto sul Grande raccordo anulare. A ricordare i fatti è stata oggi Giulia Purpi, 43enne legata sentimentalmente a Budroni con il quale conviveva ma che aveva intenzione di abbandonare. In aula, davanti al giudice monocratico, la donna ha ricordato i fatti a cominciare dal pomeriggio del 29, quando con il compagno cominciò ad avere una discussione poi degenerata. Secondo la donna, Budroni danneggiò in preda all'ira il portone di ingresso del palazzo dove abitava nel quartiere Tuscolano, poi anche la porta del suo appartamento e per questo, ha detto la Purpi, "chiamai disperata i miei genitori e dopo un po' loro arrivarono. Qualcuno chiamò la polizia e mi sono trovata la casa piena di agenti -ha continuato la donna- Piu' tardi sono andata al commissariato ma non ho voluto fare la denuncia su quello che era accaduto". Durante la deposizione è emerso che la notte del 29 Budroni fu intercettato sul Grande raccordo anulare, ci fu un inseguimento e quindi la tragica conclusione.



