(Adnkronos) - Per la gestione degli 8 "villaggi della solidarietà" presenti a Roma, nei quali vivono 4.391 persone, il Comune di Roma ha speso più di 16 milioni di euro. Tra questi, il "campo" di Castel Romano, dove risiedono 989 rom, risulta il più costoso: oltre 5 milioni di euro nel solo 2013. Dalla sua nascita, nel 2005, per una famiglia composta da 5 persone il Comune di Roma ha già speso oltre 270 mila euro. Il "centro di raccolta rom" di via Amarilli, uno dei tre esistenti a Roma (costati circa 6 milioni di euro nel 2013), risulta invece l'insediamento formale con la spesa procapite più alta: per ognuno dei 130 abitanti nel "centro", nel solo anno considerato dal rapporto, il Comune di Roma ha speso 906 euro al mese, a fronte di un investimento per l'inclusione sociale dei rom pari allo 0%. Per spostare da un punto all'altro della città circa 1.200 rom attraverso 54 azioni di sgombero forzato, infine, si sono impiegati quasi 2 milioni di euro. Come in una vera e propria "municipalizzata", nella "Campi Nomadi s.p.a.", emerge dall'indagine dell'Associazione 21 luglio, sono coinvolti 35 enti pubblici e privati. Stimando, per ognuno di essi, un coinvolgimento medio di 12 operatori, risultano più di 400 i soggetti individuali impiegati all'interno dell'indotto che si muove attorno alla "questione rom". Preoccupante è la percentuale di affidamenti diretti dei finanziamenti, senza ricorrere pertanto a bandi pubblici, che in alcuni casi raggiunge il 100%. (segue)



