(Adnkronos) - Monsignor Santoro ricorda i giovani impegnati "come volontari che ci raccontano episodi di commozione e fratellanza. Le difficoltà di comunicazione dovute alla lingua non hanno impedito loro di informarsi sulle storie di ognuna di quelle persone; hanno ascoltato i racconti della guerra, del freddo e poi del caldo, della sete. Hanno giocato con i bambini dopo averli lavati e rivestiti. Hanno fatto tutto quello che Gesù ci ha chiesto di fare per i nostri fratelli". "I volontari di Taranto ci riportano anche la necessità che tutta questa generosità - sottolinea - sia coordinata e che le esigenze delle diverse strutture di accoglienza possano essere monitorate e smistate da un unico centro di raccolta; ci chiedono presidi medici permanenti presso ogni struttura affinchè il monitoraggio sanitario non ricada esclusivamente sulle spalle di generosissimi medici volontari. So che le cose, dopo un momento di iniziale confusione, cominciano a migliorare: ringrazio tutti". "La Chiesa di Taranto - sottolinea - pur gia' molto impegnata nell'accoglienza, non risparmierà forze e risorse per venire incontro alle esigenze che si presenteranno. Continuiamo uniti al lavoro assiduo della Prefettura, del Comune, delle Associazioni dei tanti tarantini impegnati e dei centri di accoglienza. Al popolo di Dio chiedo di non mancare a questa chiamata, di non perdersi dietro dubbi e distinguo - conclude monsignor Santoro - questa è la nostra partita, questo è il nostro mondiale della solidarietà".



