Milano, 15 giu. (Adnkronos) - Proseguono a ritmi serrati le indagini degli inquirenti sull'efferato omicidio di Motta Visconti, dove, la scorsa notte, sono stati uccisi una giovane mamma di 38 anni, Cristina Omes, e i suoi due figli, una bambina di quattro anni e un maschietto di venti mesi. Nulla trapela ancora dagli ambienti investigativi che mantengono il massimo riserbo sugli esiti dei primi rilievi. A trovare i corpi, sgozzati, sembrerebbe da un'arma bianca, il marito della donna, Carlo Lissi, che è stato a lungo interrogato dai carabinieri di Abbiategrasso, per poi lasciare la caserma a metà giornata. L'uomo, tornato nella villetta verso le 2.30 dopo aver visto la partita della Nazionale a casa di amici, li ha trovati senza vita in stanze separate. Il coltello che dovrebbe averli uccisi non è stato trovato durante i rilievi, a cui hanno contribuito i carabinieri del nucleo investigativo di Milano e la sua sezione scientifica. Alcune ipotesi sul tavolo, da quella della rapina finita male all'omicidio-suicidio, sembrano sfumare. Il sindaco di Motta Visconti, Primo De Giuli, ha parlato a caldo di "furti e rapine all'ordine del giorno e in aumento" nella cittadina di provincia, ma gli inquirenti non hanno trovato effrazioni e segni di scasso alle porte della villa dove risiede la famiglia. Anche l'ipotesi di un omicidio-suicidio non troverebbe riscontro. Fonti vicine alla famiglia l'hanno descritta come "splendida, perfetta" definendo Cristina e Carlo "una coppia affiatatissima". Chi la conosceva assicura che nulla, in questo periodo, l'avrebbe afflitta particolarmente. Carabinieri e Procura di Pavia, competente per la città di Motta Visconti, stanno in questo momento cercando ulteriori informazioni sulla sua vita sentendo vicini di casa, familiari e amici.



