Milano, 16 giu. (Adnkronos) - "Voglio il massimo della pena". Ha esordito così Carlo Lissi, con la testa tra le mani, prima di confessare l'omicidio della moglie e dei suoi due figli piccoli. E' crollato alle 3 di notte, dopo quattro ore di interrogatorio: gli investigatori lo hanno messo alle strette sul movente del triplice omicidio. Citandogli una donna. Da alcuni mesi, Lissi aveva perso la testa, non corrisposto, per una giovane collega che, assente da Milano durante il week end, è stata sentita nella serata di ieri. La donna, che ha già fissato per settembre la data del suo matrimonio, ha spiegato agli inquirenti di aver più volte respinto le avances del marito di Cristina Omes, che, ignara di tutto, mentre il marito la accoltellava, chiedeva 'Perchè? Perchè?'. Lui non si era rassegnato ai 'no' della collega, arrivando al punto da architettare l'omicidio della moglie e dei figli, probabili 'ostacoli' a quella che, nella sua testa, aveva ritenuto come una nuova possibile relazione. Lissi ha fornito una chiara e dettagliata ricostruzione di quanto accaduto sabato sera. Dopo aver messo a dormire i due figli, la bambina nella sua cameretta e il piccolo nel letto matrimoniale della coppia, l'uomo si è messo a guardare la televisione in salotto, con la moglie, in attesa di uscire per andare a vedere la partita della Nazionale con gli amici al pub. Poco prima delle 23, ha anche avuto un rapporto intimo con lei. Una volta concluso, è andato in cucina in mutande, ha preso un coltello e, alle spalle, l'ha colpita alla gola e all'addome. (segue)



