Roma, 17 giu. (Adnkronos) - "Il profilo del killer di Yara l'avevo già tracciato dal 2011". La 'rivendicazione' è del criminologo Carmelo Lavorino che ricorda come già tre anni fa, nel descrivere il profilo dell'assassino di Yara, l'avesse definito come il "classico soggetto insospettabile, di buona famiglia, con dei figli della stessa età della vittima e che gode della sua fiducia, proprio perché era considerato soggetto non pericoloso e che ha potuto abbattere le difese della vittima grazie al rapporto di frequentazione, di conoscenza e di fiducia". Secondo il profilo tracciato in passato da Lavorino, l'assassino "circa 40 anni, si presenta come 'timorato di Dio', affettuoso e premuroso padre di famiglia. E' un territoriale. Ha perso il controllo, ha cercato di effettuare un'aggressione del tipo sessuale nei confronti della piccola Yara, ma quando ha capito di essere andato oltre, ha temuto di essere denunciato e di perdere il rispetto e la dignità e di vedere infangata la propria situazione sociale: così è passato all'atto distruttivo aggressivo. È il predatore occasionale che approfittando della situazione, delle opportunità e della vulnerabilità vittima, slatentizza l'istinto assassino dopo quello sessuale aggressivo, perde il controllo, si fa dominare dalle fantasie sessuali e dai desideri repressi: perde il controllo, ghermisce, attacca, colpisce, uccide".



