(Adnkronos) - La quota più ampia di aggressori, pari al 58% del campione, resta comunque concentrata nell'età di mezzo, tra i 35-44 anni (29%) e i 45-54 anni (29%). Il restante 15% di violenti si annida tra i giovani con un'età inferiore a 34 anni. I dati della ricerca di 'Telefono Rosa' sfatano inoltre, ancora una volta, il pregiudizio che lega l'insorgere della violenza all'arretratezza culturale: il 21% delle donne è laureata e un ulteriore 53% ha un diploma. L'indipendenza economica resta un fattore fondamentale di affrancamento dal contesto violento. Lo conferma l'ampia quota di vittime disoccupate (19%), inferiore solo a quella delle impiegate tra le italiane (23%) e a quella delle colf/badanti tra le straniere (27%). Coerentemente con l'aumento dell'età media delle vittime, aumenta rispetto agli anni scorsi anche la quota di pensionate. Per quanto riguarda i carnefici, il 64% ha un grado d'istruzione medio-alto: il 44% è diplomato e il 20% laureato. In molti casi la violenza si nasconde anche tra quanti avrebbero il compito di soccorrere le vittime di violenza: infermieri, vigili, medici, forze dell'ordine. Le posizioni professionali più rappresentate dai violenti sono gli impiegati, anche di alto livello (17%), gli operai (16%) e i liberi professionisti (13%).



