(Adnkronos) - Nel 2012, il giudice dell'esecuzione mobiliare, visto che le parti ricorrenti non si erano presentate alle precedenti udienze, ha dichiarato estinto il procedimento esecutivo e disposto la restituzione della nave al legittimo proprietario. Tutti i tentativi compiuti dalla Capitaneria di Porto tramite l'Ambasciata ucraina in Italia, l'Ambasciata italiana in Ucraina e il ministero degli Esteri per individuare gli attuali proprietari della nave, però, non hanno sortito effetti. Nel settembre del 2013, dopo un'ulteriore ispezione sulla nave, era emerso il degrado dell'imbarcazione, irrimediabilmente danneggiata dalla ruggine, con parte immersa in mare dello scafo ricoperta da incrostazioni, compresi timone e l'elica, e la sala macchine allagata. La perizia tecnica ha evidenziato il rischio di affondamento, già segnalato a partire dal 2006 dalla capitaneria di porto al Tribunale civile. Il 30 ottobre del 2013 la nave è stata messa in vendita e l'Autorità portuale ha rimosso i rifiuti abbandonati a bordo. Acquistata da una compagnia armatrice maltese e previo nulla osta della Corte dAppello di Palermo l'imbarcazione ha lasciato il porto di Parlermo con destinazione Turchia.



