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Roma: a Palazzo Brancaccio il Gran Ballo Italo Austriaco

domenica 22 giugno 2014
Roma: a Palazzo Brancaccio il Gran Ballo Italo Austriaco

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Roma, 18 giu. (Adnkronos) - A Palazzo Brancaccio di Roma per un giorno, il 27 giugno prossimo, si rinnoveranno i fasti dei grandi balli dell'800: la Compagnia Nazionale di Danza Storica, diretta da Nino Graziano Luca, sarà infatti la protagonista del Gran Ballo Italo Austriaco, in costumi appunto ottocenteschi. Nei saloni del Palazzo, l'ultimo fra i palazzi nobiliari edificati a Roma, costruito in via Merulana, sul colle Oppio, fra il 1886 e il 1912 su commissione della ereditiera americana Mary Elisabeth Field, moglie del Principe Salvatore Brancaccio di Napoli, circa 200 danzatori in costume d'epoca si caleranno subito nella dimensione ottocentesca: dopo aver ammirato la Casina del Laghetto con i suoi deliziosi affreschi ed il bellissimo Parco Naturale tra ruderi romani, fontane e piante secolari verranno accolti da 'domestici' che distribuiranno loro i carnet, utili per appuntare il nome del partner con cui si prende impegno per le danze. I partecipanti, provenienti da ogni parte d'Italia e da alcune capitali europee, danzeranno valzer, quadriglie, contraddanze, polche, mazurche all'interno del Palazzo in cui predominano le Splendide Sale dove un tempo la Principessa Brancaccio, organizzava delle sontuose feste da ballo, anche in onore del Re Umberto di Savoia. Le fonti di riferimento storico del Gran Ballo Italo Austriaco sono il romanzo di Tomasi di Lampedusa 'Il Gattopardo', il 'Tonio Kroger' di Thomas Mann ed il repertorio delle danze di società tratto dai manuali dei grandi maestri dell'epoca recuperati nella sua ricerca ultra ventennale dal Maestro Nino Graziano Luca. Tra i costumi alcuni saranno originali altri sono stati realizzati da sartorie artigianali richiamandosi ai quadri ottocenteschi, a pubblicazioni d'epoca, alle indicazioni provenienti dai saggi o colte per sfumature dai romanzi del XIX secolo o ancora dai figurini pubblicati nelle riviste specializzate del tempo. Le sartorie hanno tratto spunto anche dalla rivista 'Teatri, arti e letteratura', che proponeva intorno al 1830 abiti da ballo in crespella, piuttosto liscia, rifiniti e decorati con un raso duchesse, fiori e piccoli bottoni d'oro e completati da una collana d'oro e il pettine sui capelli intarsiati di piccole pietre, il tutto in colori dal bianco al verde fino al giallo e l'oro.