(Adnkronos) - I due relatori delle pratiche, i togati di Unicost Mariano Sciacca e Giuseppina Casella, hanno illustrato i due testi sostitutivi presentati stamattina, modificati anche alla luce della lettera inviata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano al vicepresidente Michele Vietti, nella quale si richiamano i poteri attribuiti dalla legge di riforma dell'ordinamento giudiziario del 2006 ai capi delle procure. Del contenuto della lettera ha riferito lo stesso Vietti, che ne ha però sottolineato il carattere di riservatezza: la mancata lettura del testo al plenum è stata oggetto di polemica da parte di alcuni consiglieri. Tra questi il laico di centrodestra Nicolò Zanon ha definito "surreale" il fatto che si affrontasse il caso senza conoscere la lettera di Napolitano. Il togato di Magistratura indipendente Antonello Racanelli, dopo avere lamentato il fatto di averne appreso l'esistenza dai giornali, ha obiettato a Vietti che "se si richiama il carattere riservato della lettera ma poi se ne fa un uso pubblico in plenum la riservatezza viene meno, e c'è il rischio di interpretarla, al di là delle intenzioni, come una pressione", e ha parlato di "opacità che incombe sulla discussione". L'indipendente Aniello Nappi ha sostenuto che "non leggere la lettera amputa il dibattito di una parte fondamentale", mentre "sconcerto" per la polemica è stato espresso da Annibale Marini, laico di centrodestra. Vietti, a giudizio di Marini, "non sarebbe stato autorizzato" a leggere la lettera di Napolitano "senza l'assenso del mittente" e se lo avesse fatto "avrebbe commesso una scorrettezza costituzionale e istituzionale". (segue)



