(Adnkronos Salute) - "Naturalmente le indicazioni all'intervento sono limitate ad alcuni casi selezionati - precisa Laura Demartini, responsabile della Sezione di terapia del dolore dell'Istituto scientifico di Pavia - Nello specifico, nei casi in cui il dolore non risponda alla terapia o in caso di metastasi resistenti alla radioterapia, metastasi a rischio elevato di determinare una frattura vertebrale, o qualora la frattura si sia già verificata. Negli altri casi, la maggior parte, la radioterapia e la chemioterapia restano i cardini dell'attuale trattamento di tali lesioni". I risultati - evidenzia la nota - sono frutto del lavoro di un'équipe medica e chirurgica multidisciplinare, che coinvolge oncologo, internista, radioterapista, radiologo e algologo per definire il percorso su misura per ogni paziente. "I primi risultati nelle pubblicazioni estere sono incoraggianti - conclude Demartini - dimostrando la scomparsa della metastasi o la presenza di minima attività residua a distanza di molti mesi dall'intervento. In conseguenza di ciò, anche il dolore è stato eliminato o comunque controllato efficacemente".



