(Adnkronos) - Le indagini hanno fatto emergere diversi episodi e condotte finalizzate, spiegano i finanzieri, a generare nel privato committente una sorta di vera e propria sudditanza psicologica, in modo da fargli affidare la supervisione dei lavori ad archeologi esterni imposti però dagli stessi pubblici funzionari che avrebbero dovuto controllarne il lavoro. Dagli accertamenti è emerso che in alcuni casi l'assistente archeologa incassava personalmente i compensi che spettavano all'archeologo di parte privata, per poi riversargli solo una parte della somma ricevuta. In altri casi, invece, gli archeologi scelti dal privato riconoscevano al funzionario che aveva "caldeggiato", se non addirittura imposto, l'affidamento dei lavori, una percentuale per avergli consentito di esercitare la propria attività professionale ed avergli "procurato" dei clienti. Oltre all'archeologa arrestata, sono indagati nello stesso procedimento penale altre quattro persone, tra cui due appartenenti alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.



