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Milano: l'addio a vittime Motta Visconti, 'abbiamo bisogno di silenzio'/Adnkronos

domenica 22 giugno 2014
Milano: l'addio a vittime Motta Visconti, 'abbiamo bisogno di silenzio'/Adnkronos

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Motta Visconti, 21 giu. - (Adnkronos) - E' stato un minuto di silenzio interminabile, rotto solo dal suono delle campane, quello che ha preceduto l'inizio delle esequie di Cristina Omes e dei suoi figli, Giulia e Gabriele, uccisi dal marito Carlo Lissi una settimana fa. Ed è lo stesso "silenzio" chiesto nella sua omelia dal vescovo vicario della Diocesi di Milano, Mario Delpini, dopo le "chiacchiere", "il clamore delle notizie" e l'"ossessione delle immagini quando non c'è nulla da vedere". La piazzetta di fronte alla chiesa di San Giovanni Battista di Motta Visconti, troppo piccola per contenere tutta la comunità, è gremita già alle 9 del mattino, in attesa che apra la camera ardente. Tutte le strade della città sono deserte, i negozi listati a lutto con le serrande abbassate. E' un paese fantasma quello della piccola cittadina tra Pavia e Milano, sconvolto dopo il triplice omicidio confessato da Lissi, e che, nelle parole del vescovo vicario, "non riesce a spiegarsi l'inspiegabile". Sono due le famiglie distrutte da quanto accaduto: quella di Cristina e quella di Carlo. Giuseppina Radaelli, nonna e mamma della donna uccisa, esce dalla chiesa sorretta da più persone. Sono assenti, invece, i familiari del giovane padre assassino. "Sono stato a casa loro ieri. Sono distrutti e non se la sono sentita. Gli avrei garantito sicurezza, ma proprio non ce la facevano, e non tanto per paura della gente", spiega ai cronisti il sindaco di Motta Visconti, Primo De Giuli. Sono stati probabilmente i carabinieri a sconsigliare i genitori di lui, Carla e Francesco, di esserci, per evitare qualsiasi situazione spiacevole. "Non si fanno più vedere in giro, ormai", sussurra un'anziana signora fuori dalla chiesa. Le due famiglie, tuttavia, dovrebbero essersi incontrate più volte in questi giorni e sarebbe stato proprio Francesco Lissi a dire alla mamma di Cristina cosa fosse davvero successo la notte di sabato 14 giugno. (segue)