(Adnkronos) - Scorrendo i dati, si scopre che i codici verdi rappresentano il 57 % dei casi e i bianchi quasi il 21%. "Ma ciò che è importante evidenziare è che i codici verdi e soprattutto quelli bianchi non dovrebbero accedere ai Pronto Soccorso, che sono strutture d'emergenza per definizione", sottolinea il primario. In altre parole, oltre il 77 % degli accessi al Pronto Soccorso è spesso improprio, in quanto si tratta di casi che potrebbero e dovrebbero essere presi in carico in altre sedi (dal medico di famiglia o dalla guardia medica) e che invece spesso "intasano" le strutture ospedaliere d'emergenza, con l'effetto non solo di appesantire la macchina organizzativa e rallentare le prestazioni più urgenti, ma anche di far lievitare le spese. "La mancanza di medici di medicina generale h 24 e, in generale, la debolezza delle strutture territoriali si ripercuotono pesantemente sul nostro servizio, costretto a prendere in carico casi che dovrebbero essere trattati altrove". Sul fronte organizzativo, del resto, il Pronto Soccorso non è più una struttura che smista i pazienti nei diversi reparti, ma al contrario - complice la necessità di snellire il numero di post letto per acuti - tende a risolvere la quasi totalità dei casi al suo interno, trovando soluzioni alternative al classico ricovero (solo il 15% degli accessi si traduce in un ricovero) come l'osservazione breve o con una prestazione qualificata. Ma è anche nel tipo di richieste sanitarie a cui il Pronto Soccorso deve rispondere che si possono comprendere le criticità e trovare i margini per un miglioramento del servizio. "Oggi registriamo un'altissima percentuale di incidenti domestici (il 36% degli accessi al PS è dovuto a questi), di incidenti stradali, specie fra i neopatentati, e assistiamo a un calo costante dell'età dei giovani che abusano di alcol - osserva il Direttore dell'Unità di Pronto Soccorso - Per ciò che riguarda invece i bambini piccoli, vediamo che la casa e la scuola sono i luoghi più pericolosi. E per gli adulti il lavoro e lo sport sono gli ambienti a maggior rischio di infortuni". Dati che, messi insieme, impongono una riflessione su quanto sia importante la prevenzione nei diversi settori: dalle scuole, ancora troppo insicure, all'informazione sull'abuso dell'alcol, passando per la sicurezza alla guida o sul lavoro. (segue)



