(Adnkronos) - Sotto stretta osservazione a Potenza e' lo stabilimento siderurgico della Ferriera per le emissioni di diossina e di altre sostanze provenienti dalla combustione le cui concentrazioni non fanno stare tranquilli i cittadini del rione Bucaletto e di altre zone. A Tito per qualche settimana e' stato alto l'allarme per la presenza di tracce di idrocarburi nell'acqua potabile, rinvenute in analisi indipendenti, con tanto di ordinanze di divieto di uso nelle case, finche' non sono state ritirate quando la situazione si e' normalizzata. Un altro fronte si e' creato a Matera, nella frazione di Venusio, per le emissioni dello stabilimento Ila Laterizi (ex Valdadige), ubicata sulla strada statale 99 per Altamura. Sotto accusa l'utilizzo del pet coke, combustibile ottenuto dalla distillazione del petrolio. Attualmente l'impiego e' stato sospeso, sebbene sia autorizzato dall'Aia, autorizzazione integrata ambientale, ora sotto accusa. La fabbrica e' molto vicina all'abitato di Venusio dove i residenti lamentano un'alta incidenza di tumori rispetto al totale dei decessi. Per questo hanno attivato un presidio permanente e fatto cortei, coinvolgendo anche i vicini Comuni di Altamura e Santeramo in Colle (Bari). E sempre a Matera c'e' lo stabilimento Italcementi per cui e' stata avanzata un'istanza per poter bruciare anche rifiuti (cdr e css), alimentando ulteriore "tensione" tra gli ambientalisti. In attesa di capire cosa accadra', nel frattempo l'Arpab ha certificato che le attuali emissioni sono in regola. (segue)



