(Adnkronos) - "La maggior parte delle persone che vengono ai Centri - spiegano Mario Luppino e Marilena Campagna, operatori del progetto - vivono per il 66% in nuclei familiari regolarmente sposati (di cui il 60% con presenza di figli o altri familiari/parenti) ed il 6% in famiglie di fatto. Non trascurabile appare il dato di chi vive solo (16%)". Dall'analisi è anche emersa la tipologia di bisogni. In primo luogo c'è l'impossibilità a far fronte a spese di prima necessità (59%), problemi di occupazione e ricerca di un lavoro (20%) presentati maggiormente dalle donne. Le domande di aiuto formulate dalle persone accolte hanno riguardato per il 77,6% interventi di beni e servizi materiali. Sul totale di tali interventi il 90% è costituito da interventi di viveri e vestiario. "!A questi dati - spiegano gli operatori - devono essere aggiunti coloro che richiedono sussidi economici (17,9%) che, frequentemente rispondono all'esigenza di avere il denaro sufficiente per pagare bollette per la fornitura di servizi di prima necessità come luce e gas, oppure per l'acquisto di prodotti per l'infanzia e farmaci". "Il quadro che emerge è drammatico - ha detto il Mogavero -. Questa indagine si prefigge non di far conoscere dati freddi, ma di promuovere una riflessione seria e stimolante, finalizzata a suscitare e ad alimentare una condivisione solidale, per passare dall'analisi astratta alla responsabilità consapevole e operosa che, prendendosi cura del prossimo, porta all'incontro con Dio, il cui volto è svelato proprio sul volto del fratello".


