(Adnkronos/Cinematografo.it) - E Sabina precisa, a chi suggerisce il parallelo con 'Belluscone' di Maresco, che "il mio non è un film su Berlusconi: sono molto diversi, il mio è più sullo Stato che sulla mafia". Se durante la lavorazione non ha ricevuta "alcuna intimidazione", ora la regista teme le polemiche? "No, purtroppo è un film abbastanza inattaccabile. Dal punto di vista dei contenuti, tutti i fatti sono realmente accaduti. Ma questo non vuol dire che si trovi un colpevole: non è mai accaduto qui, e probabilmente non accadrà neanche per la trattativa. In Italia siamo abituati ad aspettare i risultati del processo: almeno dal '92-'93, prima non se ne può parlare. Ma perché mai? Il processo serve solo per trovare i responsabili penali, ma l'opinione pubblica può parlarne, svincolarsi dal percorso processuale e prenderci responsabilità che ci aspettano come cittadini. Lo diceva anche Borsellino: 'Non è che se un politico viene assolto vuol dire che è innocente', ma oggi in tv si sente ripetere l'opposto". Il film chiama anche in causa il presidente Napolitano, cui vengono addebitate pressioni su Pietro Grasso e la Cassazione: "Ogni parola del film è stata controllata 1670 volte, anche con l'aiuto del giornalista di Report Giorgio Mottola: abbiamo verificato tutto, e queste pressioni sono documentate". Ancora su Napolitano: "Si è legato al processo sulla trattativa per sua decisione, con interventi a gamba tesa sulla Procura di Palermo".



