Citta' del Vaticano, 30 mar. (Adnkronos) - La riflessione di Francesco e' partita dal Vangelo odierno, che presenta l'episodio dell'uomo cieco dalla nascita, al quale Gesù dona la vista. "Il lungo racconto -ha detto il Papa- si apre con un cieco che comincia a vedere e si chiude con dei presunti vedenti che continuano a rimanere ciechi nell'anima. Il miracolo è narrato da Giovanni in appena due versetti, perché l'evangelista vuole attirare l'attenzione non sul miracolo in sé, ma su quello che succede dopo, sulle discussioni che suscita". "Il cieco guarito -è stata l'esegesi di Papa Bergoglio- viene prima interrogato dalla folla stupita, poi dai farisei; e i farisei interrogano anche i suoi genitori. Alla fine il cieco guarito approda alla fede, e questa è la grazia più grande che gli viene fatta da Gesù: non solo di vedere, ma di conoscere Lui, che è la luce del mondo". Ma "mentre il cieco si avvicina gradualmente alla luce, i farisei al contrario sprofondano sempre più nella cecità interiore. Chiusi nella loro presunzione, credono di avere già la luce; per questo non si aprono alla verità di Gesù". "Essi -ha sottolineato il Pontefice- fanno di tutto per negare l'evidenza. Mettono in dubbio l'identità dell'uomo guarito; poi negano l'azione di Dio nella guarigione, prendendo come scusa che Dio non agisce di sabato; giungono persino a dubitare che quell'uomo fosse nato cieco. La loro chiusura alla luce diventa aggressiva e sfocia nell'espulsione dal tempio dell'uomo guarito". (segue)



