Firenze, 9 mag. - (Adnkronos) - Finchè le prostitute che avevano pattuito con lui la prestazione per compiere il suo gioco erotico "particolare" erano consenzienti e tutto andava per il meglio, Riccardo Viti era "tranquillo". Ma quando le prostitute, che pur avevano accettato di spogliarsi e di farsi legare le mani con il nastro adesivo mentre lui cominciava a seviziarle, reagivano cominciando a urlare, Viti scappava subito. E' questo il racconto che ha fatto lo stesso idraulico fiorentino di 55 anni che oggi è stato fermato per l'omicidio volontario aggravato dal sequestro di persona e dallaviolenza sessuale su Andrea Cristina Zamfir, la giovane prostituta romena trovata morta il 5 maggio scorso. E proprio nel caso di Zamfir, come ha confessato lo stesso Viti, lui si è accorto subito di averla "fatta grossa" ed è scappato perchè, ha ammesso durante l'interrogatorio, aveva capito di essere "andato oltre" nel gioco erotico. Riccardo Viti durante l'interrogatorio ha raccontato che quando la prostituta che aveva accettato il suo gioco erotico cominciava a "strillare" lui smetteva la violenza e nel caso in cui la donna continuasse ancora a reagire, lui ogni volta risaliva sul suo furgone e partiva a razzo.




