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Massimo Cacciari: "Germania leader per forza, ma la Merkel ha sbagliato tutto. Francia malata, Italia marginale"

di Giulio Bucchidomenica 30 agosto 2015
2' di lettura

"La Germania questa posizione di leadership se l'è conquistata e meritata. Le spetta. Il problema semmai è un altro, che questa leadership viene usata malissimo". Massimo Cacciari non risparmia critiche ad Angela Merkel e a Berlino. Intervistato da La Stampa, il filosofo esprime amara soddisfazione per la presa di coscienza del dramma dell'immigrazione da parte dei paesi del Nord Europa: "Era ora! Finalmente anche i tedeschi si stanno svegliando!". Il guaio è che finora "la Germania ha usato malissimo il suo ruolo di guida dell'Unione Europea", a cominciare dalla crisi della Grecia: "Bisognava intervenire subito. Se lo avessero fatto in tempo, tutto si sarebbe risolto con una crisetta. E invece hanno lasciato che la questione si ingigantisse. Vorrei ricordare che il peso della crisi greca per l'Europa è di dieci volte inferiore a quello della Sicilia per l'Italia". Anche con l'immigrazione servirebbe una risposta tempestiva e strutturale, trattando la questione non come una "emergenza" che passerà, ma come un fenomeno che durerà a lungo, probabilmente qualche decennio. "Francia malata, Italia marginale" - A guidare le nuove politiche comunitarie deve essere dunque la Germania: "Non ci sono alternative. Volente o nolente la leadership dell'Europa è sua. È determinante", mentre le posizioni anti-tedesche di molti movimenti populisti di destra e di sinistra sono secondo Cacciari "totalmente ridicole, critiche senza senso". Però, resta il fatto che la Merkel ha commesso molti errori: "Avrebbe potuto avere un ruolo di guida politica e culturale, non solo economica. E invece non è stato così". Restiamo appesi a Berlino, perché alternative non ce ne sono. "La Francia dove vuole andare? La Francia è un malato, esattamente come noi. Non può pretendere la leadership, non è in grado", mentre l'Italia di Matteo Renzi riveste "il solito ruolo marginale. In questo, devo ammetterlo, ha ragione D'Alema. Siamo destinati a questa posizione di marginalità".

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