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Com'è umana la sinistra: tappetini chic ai clochard

di Antonio Castrovenerdì 14 agosto 2026
Com'è umana la sinistra: tappetini chic ai clochard

2' di lettura

Progettare tappetini pieghevoli per i senza fissa dimora che sono accampati per il centro di Bari. La trovata dell’amministrazione comunale pugliese ha scatenato un pandemonio di polemiche. Trasformato in un dibattito politico. A settembre, ha anticipato l’edizione di Bari del Corriere della Sera, il dipartimento di Architettura del Politecnico si darà da fare per «progettarne il design» di questi tappetini pieghevoli. Così da sostituire lo stuolo di cartoni, coperte e altri “materassi” d’emergenza che trasformano in alloggio le strade cittadine. I residenti della città pugliese hanno accolto la trovata dell’amministrazione dem certo non nel migliore dei modi. Sono mesi (anni?) che le lamentele si susseguono. Il comune di Bari, guidato da Vito Leccese, corre così ai ripari per tentare di sedare la rabbia conclamata dei cittadini.

La trovata dei tappetini di desin, per garantire un giaciglio, non è stata percepita certo come la migliore delle soluzione. Anzi. Pure il primo cittadino - intercettato il tasso di malumore montante dei baresi - ha intanto oggi si provvederà ad una «pulizia straordinaria» delle strade. Grande amministratore. L’accampamento notturno (Caritas e associazioni locali di volontariato hanno censito decine e decine di senza fissa dimora) ha ormai conquistato Corso Italia, una delle strade principali della città che porta fino alla centralissima piazza Aldo Moro. In comune sembrano essersene resi conto della figuraccia. «I tappetini non sono di certo la soluzione definitiva», ammette l’assessore al Welfare Michelangelo Cavone replicando alle critiche, «ma ci aiutano ad avvicinare queste persone e ad avere di contatti quotidiani visto che molte sono affette da gravi dipendenze o da problemi psichiatrici e quindi rifiutano ogni tipo di ospitalità». C’è da interrogarsi, piuttosto, se non coordinarsi meglio con le associazioni specializzate nel supporto a queste persone che da anni operano nel settore dell’assistenza e del volontariato. Forse più che spremersi per ideare un lettino pieghevole bisognerebbe consultarsi con chi notte dopo notte offre assistenza sulla strada.

Se la maggioranza barese assicura di aver presente «il problema» e di volere intervenire «ai primi di settembre», il consigliere Luca Bratta (FdI) si fa portavoce per «interventi concreti su sicurezza, assistenza sanitaria e degrado». Insomma, la storia dei tappetini pieghevoli non è stata digerita. «Ma davvero si crede di poter risolvere tutti con dei tappetini? I residenti non ne possono davvero più, tra risse, violenze e oscenità», scandisce il consigliere di centrodestra, avvertendo che la popolazione del municipio è pronta a «scendere in piazza». La soluzione di far spazzare le strade quando si percepisce che sta montando la polemica, annunciare interventi «da settembre», promettere tappetini di ultima generazione non è la migliore delle idee. Gli accampamenti urbani non sono una novità né a Bari, né a Milano. Neppure a Roma. Ma le soluzioni creative, come i tappetini che saranno concepiti dal Politecnico, difficilmente lo saranno.