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L’Europa bonificata

di Ignazio Stagnodomenica 9 marzo 2014
L’Europa bonificata

1' di lettura

Kiev, 36 marzo 2015 - Peggiora ogni giorno la guerra tra Russia ed Europa, degenerata dopo la crisi ucraina dell’anno scorso. I soldati russi, asserragliati nelle trincee, prevalgono sugli europei, asserragliati dietro gli sportelli bancari. Il fronte di Bruxelles sembra perduto: l’Alto comando Bce, alla vista delle armi, ha invitato a depositare gli oggetti metallici nelle apposite cassettine. Abortita l’idea di una Bomba Spread (nessuno sapeva disinnescarla), ha destato sconcerto la trovata di spedire alle sfibrate retrovie, anziché soccorsi e viveri, un bonifico con valuta da lunedì. Non aiuta che intanto i russi, dopo le riconquiste di Adighezia, Inguscezia e Ossezia, per sbaglio abbiano occupato anche Venezia, salvo apprendere che alcuni petrolieri di Volgograd già la possedevano dal 1998. Non ha sortito effetto neppure l’ultimatum statunitense rivolto alle estenuate popolazioni della Calmucchia russa: «Vi declasseremo da Baa2 a Buh7». Oltretutto Putin - lo riferisce l’emittente clandestina Radio Goldman - starebbe violando le premesse umanitarie che l’Europa aveva posto a premessa del conflitto: non utilizzare gas nervino e abolire l’Ires sugli istituti di credito. Inutile ogni appello alla Convenzione di Ginevra, trasferitasi alle Cayman. Scalpore, infine, per l’accorata intervista a Mario Monti tra le macerie e i cadaveri di Strasburgo: «Ora», si è chiesto mestamente, asciugandosi una lacrima con una distinta di versamento, «come reagiranno i mercati?». di Filippo Facci

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