Un agguato politico, una umiliazione personale. Giovanni Tria ha vissuto così, secondo le indiscrezioni di chi gli è più vicino professionalmente parlando, le ore del Consiglio dei ministri in cui i colleghi lo hanno convinto (obbligato?) a sottoscrivere un Def con deficit al 2,4%, lui che per settimane aveva assicurato che non si sarebbe superato il 2 per cento. Protagonista assoluto del pressing selvaggio è stato il grillino Luigi Di Maio, che ha trovato in Matteo Salvini un partner pesantissimo negli ultimi minuti. Leggi anche: "Momenti di oggettiva tensione". Chi è l'unico nel governo che lo ammette I leader di Lega e M5s hanno vinto facendo la "formazione della testuggine", raccontano alcuni testimoni al Quotidiano nazionale. "Luigi e Matteo hanno marciato divisi, ma poi hanno colpito uniti. E Luigi era determinatissimo. A Tria non lo faceva neanche parlare. Lo ha annichilito". "Luigi - spiegano i grillini - ha fatto capire a Matteo che era determinatissimo e lo ha trascinato con sé". "Il Capitano - puntualizzano i leghisti - ha messo i suoi paletti, imposto la sua linea, concordata con Di Maio, poi è andato via. Preferiva vedersi Milan-Empoli che restare al Consiglio dei ministri...". E intanto, Tria, brutalizzato in CdM, ha incassato la più brutale delle sconfitte. Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



