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Giovanni Tria, il pazzesco retroscena: brutalizzato e umiliato da Luigi Di Maio. "Non lo faceva nemmeno..."

di Giulio Bucchisabato 29 settembre 2018
1' di lettura

Un agguato politico, una umiliazione personale. Giovanni Tria ha vissuto così, secondo le indiscrezioni di chi gli è più vicino professionalmente parlando, le ore del Consiglio dei ministri in cui i colleghi lo hanno convinto (obbligato?) a sottoscrivere un Def con deficit al 2,4%, lui che per settimane aveva assicurato che non si sarebbe superato il 2 per cento. Protagonista assoluto del pressing selvaggio è stato il grillino Luigi Di Maio, che ha trovato in Matteo Salvini un partner pesantissimo negli ultimi minuti. Leggi anche: "Momenti di oggettiva tensione". Chi è l'unico nel governo che lo ammette I leader di Lega e M5s hanno vinto facendo la "formazione della testuggine", raccontano alcuni testimoni al Quotidiano nazionale. "Luigi e Matteo hanno marciato divisi, ma poi hanno colpito uniti. E Luigi era determinatissimo. A Tria non lo faceva neanche parlare. Lo ha annichilito". "Luigi - spiegano i grillini - ha fatto capire a Matteo che era determinatissimo e lo ha trascinato con sé". "Il Capitano - puntualizzano i leghisti - ha messo i suoi paletti, imposto la sua linea, concordata con Di Maio, poi è andato via. Preferiva vedersi Milan-Empoli che restare al Consiglio dei ministri...". E intanto, Tria, brutalizzato in CdM, ha incassato la più brutale delle sconfitte. Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev