(Adnkronos) - All'elemento "prezzo" deve essere assegnato, pertanto, un valore determinante sia nel favorire trend crescenti che decrescenti del fenomeno: il mercato del tabacco risulta essere, infatti, estremamente sensibile a variazioni di costo. A conferma di ciò è sufficiente osservare l'andamento del contrabbando tra il 2011 e il primo trimestre del 2013 dove, a seguito dell'aumento Iva di un punto percentuale avvenuto a Ottobre 2011, si è verificato un aumento dei prezzi. E' interessante notare che a questi aumenti di prezzo corrisponde un trend crescente del consumo di pacchetti di contrabbando che, proprio all'inizio del 2013, come già detto, raggiunge il suo apice pari a circa il 10%, hanno spiegato i promotori dell'Osservatorio. Un dato assolutamente coerente con il calo del mercato legale di sigarette che anno su anno, dal 2011 al 2012 ha registrato una decrescita di circa l'8%. Risulta sempre più evidente, quindi, nelle dinamiche di consumo del settore, come a periodi di decrescita del consumo legale siano correlati periodi di crescita di quello illegale. In pratica, l'Italia, anche in virtù della presenza di prodotti più accessibili, sta diventando un paese sempre meno appetibile per le organizzazioni criminali che preferiscono utilizzare il nostro territorio come area di transito per "esportare i propri prodotti" verso mercati più profittevoli (Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia) dove un pacchetto di sigarette di fascia bassa oscilla tra 6 euro e più di 10 euro. Questo ruolo dell'Italia leggermente più marginale lo confermano anche i dati dei sequestri. Mentre il numero complessivo dei sequestri tra il 2012 e il 2013 è rimasto sostanzialmente invariato, si assiste ad una notevole riduzione delle quantità di sigarette sequestrate (circa 120 mila chili circa nel 2013 a fronte di 294 mila chili nel 2012 con una decrescita del 60%: Fonte Guardia di Finanza). (segue)



