Torino, 19 mar. (Adnkronos) - Si è aperto oggi a Torino il processo per vilipendio alle forze armate che vede imputato Alberto Perino, leader dei No Tav. La contestazione riguarda alcune dichiarazioni di Perino dell'11 luglio 2011, pubblicate sul quotidiano La Stampa, in particolare rispetto al passo "purtroppo abbiamo le truppe di occupazione nazifascista", riferito alla situazione intorno al cantiere Tav in Valsusa di quei giorni. "Questo non l'ho detto di sicuro" ha sostenuto oggi Perino in aula. Al pm Manuela Pedrotta che gli chiedeva perchè fosse così sicuro di non aver pronunciato quelle parole, l'esponente No Tav ha risposto "perché non lo penso" spiegando di aver riportato al cronista quello che gli anziani della Valle ripetevano in quei giorni "neanche gli anziani hanno detto quello - ha specificato - hanno detto che neanche ai tempi delle truppe di occupazione nazifascista c'erano controlli di quel genere. E' diverso". Perino ha raccontato di aver provato in quei giorni insieme ad altri ad accedere ai terreni di sua proprietà nell'area interdetta e di aver chiesto l'autorizzazione diverse volte senza mai ottenerla e senza avere giustificazioni "in Italia si usa così. Non siamo in Francia" ha sottolineato Perino. "Hanno fatto un discorso molto tecnico - ha spiegato - e hanno distinto l'attività dei frontisti, intesi come coloro che avevano un pezzo di terra che dà su via dell'Avanà. A noi non l'hanno dato il permesso". "Penso che sia un sopruso, è la legge del più forte" ha risposto Perino al pm che gli chiedeva se la considerasse un'ingiustizia. L'udienza è stata poi aggiornata al 30 aprile per la discussione. Quello contestato a Perino è un reato di opinione che dal 2006 è punito con una multa compresa tra i mille e i 5mila euro.



