Roma, 20 mar. - (Adnkronos) - L'unicità delle carriere di magistrati giudicanti e inquirenti "genera una grave confusione di ruoli, mentre il sistema giudiziario li vorrebbe marcatamente diversi con, volendo banalizzare al massimo, uffici requirenti dove i fascicoli sono assegnati dal 'capo' e uffici giudicanti dove i fascicoli sono assegnati dal 'caso"'. Per l'Unione Camere penali, lo scontro interno alla Procura di Milano tra il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e il capo della Procura Edmondo Bruti Liberati in merito a presunte irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli, è "figlio di questa confusione e, oltre a confermare le ragioni della storica battaglia delle Camere penali per la separazione delle carriere dei magistrati, sembra anche accreditare la famosa battuta di Luciano Violante sulla separazione delle carriere tra giornalisti e pm". "I resoconti dei cronisti giudiziari più informati (tanto dei fatti specifici quanto, evidentemente, delle prassi) non hanno mancato di far intuire come lo spostamento dei fascicoli contesi sia stato agevolato dalla fuoriuscita di 'indiscrezioni' su organi di stampa (ovviamente, non quelli in cui scrivono i citati cronisti)- sottolineano i penalisti - il che, trattandosi di fascicoli così segreti da stare chiusi in cassaforte, fa intuire un novero molto ristretto di possibili 'fonti' della notizia, con buona pace dei soliti rivoltatori di frittate che usano individuarle negli avvocati". (segue)



