Venezia 23 giu. (Adnkronos) - Per curare il diabete sono disponibili nuovi farmaci, più 'intelligenti' e sicuri, ma l'Agenzia italiana per il farmaco ne limita la prescrizione a poche classi di pazienti, per ragioni di sostenibilità economica. "Così non si migliora la qualità della vita dei diabetici e delle loro famiglie - denuncia Giovanni Franchin, coordinatore delle 34 associazioni diabetici della Regione Veneto - né si contiene la spesa sanitaria, perché l'impiego dei 'vecchi' farmaci, più rischiosi e meno appropriati, significa far aumentare il numero dei ricoveri. Per curare i diabetici ogni anno la Regione Veneto investe un miliardo e 200 milioni di euro, di cui 800 milioni di spesa ospedaliera per i ricoveri, pari al 10 per cento dell'intera spesa sanitaria della Regione, e 200 milioni per i farmaci. Assicurare l'accesso a farmaci migliori e più efficaci consentirebbe di risparmiare e di evitare ai pazienti diabetici il rischio di crisi ipoglicemiche". Le associazioni dei diabetici, che rappresentano circa 300 mila pazienti in Veneto (4 milioni in Italia), hanno colto l'occasione del terzo forum organizzato a palazzo Ferro-Fini dal Consiglio regionale del Veneto in collaborazione con la Fondazione 'Italian Barometer Diabetes Observatory', per lanciare un appello, a medici di base, specialisti diabetologi, responsabili dei servizi territoriali e ospedalieri, dirigenti sanitari e politici regionali, perché incretine e insuline di nuova generazione entrino nei protocolli ordinari di cura.(segue)



