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Sanita': Veneto, associazioni pazienti diabete chiedono accesso a insuline 'intelligenti' (3)

domenica 29 giugno 2014
Sanita': Veneto, associazioni pazienti diabete chiedono accesso a insuline 'intelligenti' (3)

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(Adnkronos) - "Perché il diabete - come ha spiegato il professor Enzo Bonora, presidente nazionale della Società italiana di diabetologia - è una patologia cronica estremamente complessa, che colpisce tutti gli organi e tutti i tessuti dell'organismo umano e genera infinite complicanze. Il diabete è un 'killer' silenzioso' che lancia una sfida letale all'individuo e alla società: ogni 2 minuti in Italia una persona riceve una diagnosi di diabete e ogni 20 minuti si registra un decesso a causa del diabete". Una sfida difficile da gestire - sia per i sanitari, alle prese con almeno 150 possibili combinazioni di farmaci, sia per i pazienti e i loro familiari esposti ai rischi delle tante complicanze - che richiede gioco di squadra e una solida e complice alleanza tra medico e paziente. Il Veneto, su questo fronte, è regione modello, come ha testimoniato Paola Pisanti, presidente della commissione ministeriale sul diabete che ha tracciato le linee guida del piano nazionale per il diabete. Ma molto resta ancora da fare, sul fronte dell'organizzazione multiprofessionale, dell'implementazione dei team diabetologici (fondamentali a questo proposito - secondo i rappresentanti dei medici di base - le figure dell'infermiere e dello psicologo), della formazione integrata dei medici e dell'educazione responsabile dei pazienti. Nonché sul fronte dell'accesso e della gestione appropriata dei nuovi farmaci e delle insuline 'intelligenti' a rilascio dosato, più maneggevoli e sicure delle insuline 'tradizionali'. "Nella fase iniziale i nuovi farmaci sono molto costosi - ha confermato il professor Bonora - ma nella cura del diabete abbiamo bisogno di farmaci che siano più sicuri e maneggevoli di quelli che avevamo prima. Certo, il ministero e le Regioni devono tener conto della sostenibilità economica delle cure, ma non si può negare la possibilità di utilizzo alle persone che ne hanno effettivamente bisogno. Si tratta di trovare il modo di prescriverli secondo la logica migliore, con appropriatezza e raziocinio".