(Adnkronos) - La seconda caratteristica, ha continuato Nagel, è quella della "probità", un concetto che Cuccia utilizza nel commemorare Donato Menichella (già direttore generale dell'Iri e governatore della Banca d'Italia, ndr) e nel ricordare che Alberto Beneduce (il creatore dell'Iri e suocero di Cuccia, ndr) ricoprì il ruolo di presidente dell'Iri senza essere remunerato. Cuccia, durante un'audizione in Senato nel 1978, richiamava la necessità "che le aziende facciano dei bilanci come si deve, che siano gestite come si deve". Tematica, secondo Nagel, "di straordinaria attualità". La terza caratteristica del banchiere d'affari è "l'indipendenza". Nagel ha ricordato che, quando un politico chiese ad Enrico Cuccia per quale motivo Mediobanca non finanziasse gli inventori, il banchiere rispose dicendo che "la banca degli inventori è destinata al fallimento". Le banche d'affari, ha continuato Nagel, "dalla fine degli anni Novanta si sono trasformate in banche dove l'attività vera della clientela è solo una minima parte, perché sono diventate delle macchine da trading. Molte di quelle qualità - ha concluso - sono di grande attualità: servirebbe un percorso del gambero verso una maggiore specializzazione".



