Roma, 23 giu. (Adnkronos) - "Lo scomunicato non è perduto per sempre. Ma il mafioso che continua le sue azioni criminali deve sapere che in questo modo non fa parte della comunità dei credenti. E ne rimarrà fuori finchè non inizia a percorrere l'itinerario del perdono". Così il cardinale Gianfranco Ravasi commenta la scomunica ai mafiosi di Papa Francesco, nel corso del convegno 'Il perdono di Dio e il perdono degli uomini", tenutosi oggi a Roma. Ravasi precisa che "il perdono non ha limiti. In questo senso si può perdonare sempre, ma questo non può essere concesso in maniera automatica". Il cardinale spiega: "Il perdono è condizionato dall'impegno della persona. Dio perdona sapendo che ha di fronte a sé una persona libera di scegliere. Si instaura così un dialogo, in cui Dio è pronto ad andare oltre, sopra i delitti compiuti dalla persona. Ma questa deve confessare le sue colpe e riparare ad esse. Solo in questo caso, il perdono sacramentale ha valore".



