(Adnkronos) - Per Andolina, comunque, l'impostazione delle ordinanze è "condivisibile. Ma anche quella emessa dal tribunale di Venezia per Celeste Carrer, un'ottima ordinanza, temo non sarà ancora risolutiva. E' un passaggio necessario, anche se si allungano i tempi. Stimo passerà almeno un mese e la vita di Celeste viene messa a rischio. E' successo anche nel caso del piccolo Federico Mezzina: quando poi l'ospedale non è riuscito a risolvere il problema, sono stato indicato io" come ausiliario del giudice di Pesaro. Il medico triestino ha poi deciso di somministrare lui stesso le infusioni al bambino di Fano affetto da morbo di Krabbe (già trattato con Stamina), con tutte le polemiche che ne sono seguite. "Con l'ambiente che si è creato in Italia non c'è alternativa - conclude - Non ci può essere volontariato, perché il volontariato equivale a un suicidio". Andolina torna anche sull'azione avviata dalla procura generale della Corte di Cassazione proprio in merito alla sua nomina da parte del tribunale di Pesaro come commissario ad acta per la ripresa delle infusioni ai Civili e sull'eventuale invio di ispettori ministeriali. "Tutto sommato confido nell'esito di queste azioni, anche se l'intervento della Cassazione fa paura nell'immediato. Se gli ispettori dovessero andare a Pesaro prenderebbero visione di tutti i documenti, vedrebbero che tutto è in regola e sarebbero costretti a valutare che Federico proprio secondo i documenti ufficiali è migliorato dopo le cure. E potrebbero anche risolvere il problema. Se la verità viene fuori - sostiene Andolina - nel medio o lungo termine è un vantaggio. In questo momento non vedo altre soluzioni".



