(Adnkronos) - "Proclamare questa verità, fonte di speranza, implica per noi una precisa missione, a cui non vogliamo sottrarci e di cui peraltro scorgiamo già segni consolanti tra noi - ha sostenuto Betori - È l'impegno ad accompagnare ogni vita e ogni situazione umana con una presenza al tempo stesso esigente ed accogliente". "È questo l'impegno che sentiamo di doverci assumere davanti all'altare nel giorno del nostro patrono, per dare il nostro contributo alla rinascita della speranza a Firenze", ha sottolineato l'arcivescovo. Parlando, infine, dello "sguardo" di San Giovanni Battista, della "consapevolezza che egli ha del senso della propria vita e della propria missione", che è "dunque tutta determinata dal futuro", il cardinale Betori ha osservato: è "uno sguardo che suona come un richiamo per noi, uomini di un tempo tutto proiettato su se stesso, assorbito dalla voglia di esaurire ogni esperienza nel presente, dall'inclinazione a bruciare nell'oggi ogni possibilità, pur di avere tutto e subito. Per noi fiorentini, poi, nei riguardi del tempo, è viva anche la tentazione a tenere lo sguardo rivolto sul nostro glorioso passato, orgogliosi dell'eredità che ci è stata consegnata, come una risorsa certamente, ma non poche volte sentita come un fardello per la sua grandezza inarrivabile. Nostalgici del passato o catturati dal presente, quel che ne soffre è l'apertura al futuro, e la virtù che dovrebbe sorreggerla, la speranza".



