(Adnkronos) - "E quando Oriente ed Occidente si incontrarono qui a Firenze in un tentativo, ahimè non giunto a buon termine, di una ricomposizione del mondo cristiano (il Concilio di Firenze ndr), fu un momento di riconoscimento culturale e religioso che portò dentro al patrimonio della cultura fiorentina la ricchezza del patrimonio dell'Oriente - ha proseguito l'arcivescovo - Fu la riscoperta di un mondo che fino a quel momento era rimasto chiuso". !Quel dialogo è fondamentale, come ovviamente è fondamentale il dialogo tra lo spirito religioso e lo spirito dell'antichità su cui appunto il Rinascimento si fonda - ha concluso l'arcivescovo. Senza dialogo tra il presente ed il passato, senza il dialogo tra mondi diversi, tra religioni diverse, non ci sarebbe Firenze, non ci sarebbe la nostra cultura. Per questo considero il Fiorino un riconoscimento che mi impegna: devo essere sempre più fiorentino e cercherò di farlo".



