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Calcio: regista Squitieri, con Ciro e' morta anche la fiducia nel calcio

domenica 29 giugno 2014
Calcio: regista Squitieri, con Ciro e' morta anche la fiducia nel calcio

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Roma, 25 giu. (Adnkronos) - "Ciro è morto perché gli hanno sparato. E con lui è morta anche la fiducia che si può avere nel calcio". Lo dice all'Adnkronos Pasquale Squitieri, dopo la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano che si è spento all'alba per le ferite riportate negli scontri prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso. "Dal 3 maggio scorso -ricorda il regista- quando Ciro è stato colpito, sui giornali leggo uno slogan 'forza Ciro'. Ma ora non è la sua famiglia che deve lottare: siamo tutti noi, e tutti i tifosi. Abbiamo bisogno di chi tenga in piedi il diritto, di cui noi napoletani siamo maestri. All'Olimpico, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, è mancato questo: è crollato il diritto a vivere, la libertà". Il regista di pellicole come 'Il prefetto di ferro' e 'L'avvocato de Gregorio', chiede: "Come si può andare a vedere una partita di calcio portando una pistola? Roba da terrorismo". Oggi c'è un drappo nero sulla cancellata dell'autolavaggio di Scampia, dove lavorava Ciro. "Siamo in una crisi culturale spaventosa -rimarca Squitieri- io sono nato alla Sanità, quartiere che era in mano alla camorra. Ma almeno c'era un codice d'onore. Un tempo...".