Roma, 25 giu. (Adnkronos) - "Ciro è un ragazzo di Scampia ma non è morto di camorra. E' stato ucciso perché andava a una partita, a vedere giocare la sua squadra. Per guadagnarsi da vivere, lavava le auto. Perché questa è la verità di Scampia: non la sua versione criminale, strombazzata dalla finzione televisiva. Lo Stadio San Paolo andrebbe intitolato a lui". Lo scrittore Erri De Luca commenta così all'Adnkronos la morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano che si è spento all'alba per le ferite riportate negli scontri prima della finale di Coppa Italia del 3 maggio scorso.



