(Adnkronos) - "Come Radicali - continuano Iervolino e Izzo - continueremo a seguire passo dopo passo questa annosa vicenda, nella speranza che Bruxelles, dando seguito a quanto scrive, voglia essere determinata a garantire la protezione della salute umana. Vi è da aggiungere, infine, come nel silenzio generale, la Regione Lazio si trovi al centro di vari procedimenti aperti in sede europea". "Alcuni di questi - osservano - sono finiti da tempo dinnanzi alla Corte di giustizia dell'Ue, per esempio la causa relativa ad alcune discariche del Lazio dove sarebbero stati smaltiti rifiuti non trattati, oppure la causa concernente 218 discariche illegali di rifiuti tra le quali 32 dislocate nel Lazio, e per finire la causa riguardante alcuni agglomerati urbani ubicati anche nel nostro territorio dove si continuano a scaricare le acque reflue urbane in aree sensibili, senza rispettare le prescrizioni fissate dalla direttiva 91/271/Cee". "Per alcune di queste istanze siamo già al secondo deferimento, pertanto semmai ci dovesse essere una nuova condanna saremmo chiamati a pagare multe salatissime. A dispetto di questo pericolo imminente, dovuto finanche a nuove indagini o a recenti procedure aperte da Bruxelles, quasi tutti fanno finta di niente - concludono - La Regione Lazio, intanto, sui temi legati all'ambiente, continua a essere parte in causa nelle accuse che l'Europa indirizza all'Italia. Fino a quando?" .



