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Lirica: Cisl e Fials, sciopero lavoratori Scala 27 giugno e 4 luglio

domenica 29 giugno 2014
Lirica: Cisl e Fials, sciopero lavoratori Scala 27 giugno e 4 luglio

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Milano, 26 giu. (Adnkronos) - L'assemblea dei lavoratori del Teatro alla Scala, indetta da Fistel-Cisl e Fials-Cisal, ha deciso di proclamare due giorni di sciopero, il 27 giugno e il 4 luglio, a seguito della decisione della direzione del Teatro di rendere esecutivo l'articolo 19 del Decreto 83 (Franceschini), relativo al trattamento economico in caso di malattia e che prevede una decurtazione dei compensi nei primi giorni di assenza. L'annuncio dello sciopero era già arrivato ieri da Cgil e Uil, secondo cui sarebbe stato opportuno aspettare la conversione del decreto prima di attuare il provvedimento. "Tale articolo, applicando le trattenute sui giorni di malattia previste per il pubblico impiego, -scrivono i sindacati- non solo mostra di ignorare le proporzioni reali di cui consta la retribuzione di un dipendente di una Fondazione Lirica, ma penalizza di fatto quelle Fondazioni maggiormente produttive che vedono il massimo riconoscimento della loro attività proprio nella parte decurtabile definita nel decreto accessoria". Il decreto, secondo i sindacati, "mirando a limitare gli effetti dell'assenteismo nel settore pubblico, trascura il dato secondo cui nelle Fondazioni, e alla Scala in particolare, l'assenteismo è sempre rimasto sotto livelli fisiologici, oltretutto in questo modo viene leso il diritto alla malattia previsto dal codice civile e dall'articolo 32 della Costituzione". A rischio perciò lo spettacolo di domani sera e la prima prevista per venerdì prossimo di 'Le Comte Ory' di Rossini. Secondo i sindacati, "un Teatro alla Scala autonomo è una necessità imprescindibile per la città di Milano, per il suo Sistema Cultura in vista dell' Expo e a garanzia del suo futuro produttivo". E proprio sull'Esposizione Universale del 2015 i lavoratori si dicono "disponibili a profondere qualunque sforzo per la riuscita di una manifestazione fondamentale per l'immagine del Paese ma questo potrà avvenire solo in un quadro di certezza di regole, attraverso una contrattazione che tocchi tutti i nodi ancora irrisolti e in una Fondazione realmente Autonoma". Se questi obiettivi non diventeranno concrei i lavoratori minacciano di "mettere in campo tutte le iniziative necessarie, a partire dall'inaugurazione della stagione prossima e dell'Expo".