(Adnkronos) - "Ci chiediamo quindi - prosegue - E' possibile immaginare un progetto innovativo che coinvolga la cittadinanza e i lavoratori dello spettacolo e della cultura? Dov'è la partecipazione in un bando pubblico? Il bando pubblico si pone il problema della collaborazione tra questi soggetti e le istituzioni o serve solo a nascondere la ferita? Compito della politica dovrebbe essere quello di immaginare nuove forme, non solo quello di fare i guardiani della legalità". "Apprendiamo che avrà ufficialmente luogo un incontro tra il sindaco Marino e il ministro Franceschini e che il sindaco si è fatto carico di studiare il percorso di questi tre anni. A tal proposito, un mese fa si è concluso un lavoro di consultazione, voluto dall'Assessorato alla Cultura, per una soluzione condivisa sul futuro del Teatro Valle. Ci chiediamo - incalza il valle Occupato - Che fine ha fatto? Perché le diverse parti dell'amministrazione non dialogano tra loro? Crediamo sia importante che sia reso pubblico, convinti che possa essere l'occasione per rilanciare un confronto tra istituzioni e lavoratrici/lavoratori della cultura". "Vogliamo essere chiari: proponiamo un nuovo modello di gestione di un bene pubblico, un modello cooperativo e non competitivo, un modello che preservi uno spazio pubblico dalle ingerenze dei personalismi partitici e che invece coinvolga i numerosi artisti, intellettuali, giuristi e cittadini, che da tre anni lo tengono in vita. Con buona pace di Dario Fo che è stato ben felice, meno di una settimana fa, di praticare l'illegalità nel momento in cui ha consapevolmente scelto per le prove del suo spettacolo il Teatro Valle Occupato", conclude infine.



